giovedì 24 novembre 2016

Step 10: Il colore nell'emblema

Il colore nell'emblema


Un chiaro esempio di utilizzo del colore Rosso Pompeiano all'interno di un logo commerciale, si ha sicuramente con l'associazione sportiva Roma. Il logo utilizza dichiaratamente il colore sotto esame, affiancandolo al Giallo Pompeiano (Giallo Ocra), al fine di rappresentare i colori tipici del passato romano. L'utilizzo abbondante di questi due colori per affrescare le architetture classiche, li ha resi celebri ed identificativi della cultura Romana.


 L'affermazione di questi colori nella cultura popolare ha fatto si che diverse associazioni li utilizzassero come richiami di appartenenza storica: tra cui l'A.S.ROMA.

Step 09: Abecedario

Si espone qui di seguito l'abecedario inerente al colore rosso pompeiano

-A: Affresco

-B: Bacco sul trono
-C: Cinabro
-D: Donne di Pompei 
-E: Ematite
-F: Fantozzi
-G: Giallo Ocra
-H: -
-L: Lecce
-M: Mercurio
-N: Nino Marino
-O: Ocra
-P: Palazzo Tamborino Cezzi
-Q: Quadri della galleria del Re
-R: Roma
-S: Sergio Omarini
-T: Teatro dell'allegoria
-U: Ultras Roma
-V: Villa dei Misteri 
-Z: -

giovedì 10 novembre 2016

Step 08: Il colore nella saggezza popolare

Il colore nella saggezza popolare


Rosso pompeiano nella saggezza popolare


-Il colore rosso è associato nella saggezza popolare a diversi temi: il calore, la passione, l'urgenza. 

Esso viene perciò interpretato come segnale molto importante nella comunicazione visiva, tant'è che tutte le avvertenze fondamentali vengono rappresentate in tale modo. 

Il colore richiama poi in natura diverse situazioni, da cui l'umanità ha imparato a trarre le giuste conclusioni. Un bizzarro utilizzo del colore è stato fatto quando applicato ad una bandiera. 


-Nel Medioevo infatti  la bandiera rossa veniva impiegata dagli eserciti per intimidire il nemico e voleva indicare che, in caso di vittoria, non ci sarebbe stata pietà. Veniva issata anche dalle navi di pirati prima di saccheggiare una nave. In seguito simboleggiò l’essere disposti a battersi: per esempio veniva issata su castelli e città assediate per indicare che non si sarebbero arrese. Negli anni successivi la bandiera rossa venne impiegata dai governi per indicare le emergenze o per segnalare l’imposizione della legge marziale.


       
           Nell'antichità

Rosso (pompeiano)  ha una storia poiché veniva usato nei riti funebri del neolitico come colore cerimoniale, nelle figure rupestri europee è stato usato per disegnare la rappresentazione di uomini e animali ed è ancora il colore principale dell’arte aborigena australiana.

Antichi e moderni associano il rosso al sangue e alla vita, poiché senza sangue non si vive, quando si abbandonò l’uso dei sacrifici animali per scopi religiosi, mai abbandonati in tutto il mondo ma in quello civilizzato si, il colore rosso sostituì il sangue vero diventando il colore sacro del sacrificio. Agli albori della cristianità il rosso simboleggiava lo spirito santo, la chiesa primitiva attribuiva l’azzurro al Padre e il giallo al Figlio, mentre oggi i cristiani hanno abbandonato questi colori simbolici del Dio uno e trino e l’uso sopravvive solo nei paramenti sacri di alcuni riti liturgici.

Nella religione
-Come simbolo di sacrificio dell’iconografia, il simbolismo del rosso che si sostituisce al sangue del sacrificio. La forza evocativa del rosso deriva dal suo legame con i colore del sangue e del fuoco due elementi importanti per gli uomini antichi e che, anche in noi, evocano per associazione di idee, forti sensazioni, infatti il fuoco è stato usato per scacciare gli spiriti e i demoni delle tenebre, essendo un portatore di luce e del calore della vita e nelle società primitive ogni notte si creava un cerchio di fuoco attorno agli accampamenti e un uomo vegliava per mantenere vivo il fuoco per difendersi dagli attacchi degli animali selvatici, veri demoni per quei tempi poiché la paura di venire sorpresi nel 
sonno nell’oscurità e sbranati era forte.
Inoltre esso ha permesso di cucinare i cibi portando alla sopravvivenza molte più persone in quanto i cibi cotti erano non solo più digeribili ma si conservavano più a lungo.


Nell'astrologia

-L’astrologia suggerisce un altro modo di interpretare il rosso associandolo al colore di Marte.
Il dio della guerra e governatore dei nati sotto il segno dello Scorpione e dell’Ariete cui infonde passionalità, forza e coraggio. Da questo punto di vista il rosso può essere visto come la manifestazione naturale del temperamento attivo, dell’energia necessaria alla vita, alla salute ed alla crescita verso la conoscenza.


giovedì 3 novembre 2016

Step 07: Il Colore nel cinema

Suspiria 


Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento e ispirato al romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey. E' interpretato da Jessica Harper e Stefania Casini.
Il film è di genere Horror/Fantastico, la durata è di 95 minuti.

Il film è caratterizzato dal continuo utilizzo di sfondi rossi o tendenti comunque a colori molto caldi. La scelta di tali colori come sfondo è giustificata dal clima di tensione che le scene dovevano ricreare nell'osservatore.
Dal rosso dello sfondo e delle luci, si passa poi ad accentuare e scurire la gradazione attraverso le riprese di interni. Essi, di color simile al rosso/porpora, vengono ripetuti e scelti in modo da abbinarsi perfettamente alla scena per cui devono essere usati.
Nel film si vede anche un chiaro esempio di Rosso Pompeiano, utilizzato giustamente sulle pareti interni di un edificio che richiama l'architettura Romana. L'impostazione dell'interno dell'edificio, attraverso l'uso del Rosso Pompeiano, riesce egregiamente a  svolgere il compito di circondare di aura classicheggiante una scena violenta e cruda
.







lunedì 24 ottobre 2016

Step 06: Il colore nella scienza



Il colore nella scienza



IL PIANETA MARTE- "IL PIANETA ROSSO"




Il colore rosso si distingue nella scienza per essere usato nella descrizione del pianeta Marte, soprannominato infatti: "Pianeta Rosso".
Il colore rossastro è attribuito dalla presenza di una grossa quantità di ossido di ferro nell'atmosfera, Ma per quale motivo il pianeta è così rosso?

Nonostante tutti gli scienziati concordino nel sostenere che il pianeta rosso e la Terra si siano formati dagli stessi elementi, non si è mai spiegato il perché la superficie marziana presentasse una così elevata presenza di ossido di ferro che ne determinerebbe il caratteristico colore.
Su Nature viene pubblicata una RICERCA del professore David Rubie dell’università di Bayreuth, Germania, in cui s’ipotizza che la differenza di colore è legata alle dimensioni dei due pianeti
Circa quattro miliardi di anni fa molti pianeti del Sistema Solare, fra cui la Terra e Marte, furono bombardati da un’intensa tempesta di meteoriti che ne sciolse i manti rocciosi.
Il diametro delle Terra è quasi il doppio di quello di Marte, questo perché la quantità di magma era nettamente superiore ed esercitava un’elevatissima pressione sul centro del pianeta.
Tale pressione portò la temperatura a circa 3.200 gradi che scompose quasi del tutto l’ossido di ferro in ossigeno e ferro fuso. Il ferro filtrò all’interno della Terra e sulla superficie rimase l’ossigeno e un 8 per cento di ossido di ferro.


Su Marte, essendo molto più piccolo, la pressione fu nettamente inferiore e quindi si arrivò soltanto ad una temperatura di circa 2.200 gradi, non sufficiente a scomporre del tutto l’ossido. Quindi sulla superficie marziana rimase una più elevata presenza di ossido di ferro che si aggira intorno al 18 per cento, sufficiente ha dare il caratteristico colore al pianeta rosso.









Step 05: Il colore nella musica

Il colore nella musica 





Gianni Morandi- Canzone Rossa


E' una virgola rossa

bianca di sorriso

la tua bocca è la bestia

che mi porto dentro e che ti leggo in viso

come sei fosforescente

e come è facile cadere nelle nostre abitudini

aderirsi un po' ma senza fondersi




E' una virgola rossa

in un mondo di calci

la tua bocca è andare fino in fondo in queste

sabbie mobili

in un viaggio senza meta

come un sabato quand'è sabato senza domenica

lasciando sul cuscino il segno di un morso

regalandosi un po'




Di più, di più

dei marciapiedi e su

e nasce trasgredito

sul letto più sudato

col fiato dentro il fiato




Di più, di più

più delle Avemarie

delle speranze tue

delle speranze mie

più forte delle idee di più




E' una virgola rossa

sempre un po' marinaia

prende solo due dita

ma ti riempie la vita

poi mi vieni vicino

per sentirci una volta vino dello stesso vino

amore che è coraggio di perdonarti

regalandosi un po'


Step 04: Il colore nel mito

Il colore nel mito

Il mito del rosso Pompeiano:

Secondo recenti studi, però, questo bellissimo colore che ha reso celeberrime ed inconfondibili nel mondo le pareti delle abitazioni di Pompei ed Ercolano, emblema di una terra e di un pezzo di storia, sarebbe in realtà una trasformazione del colore originale degli affreschi dovuta alle emissioni di gas sprigionate durante l’eruzione del 79.
E allora, il rosso pompeiano, di che colore era? Sembra quasi di essere di fronte all’indovinello “Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone”, ma, nel nostro caso, nulla di ironico e parola alla scienza: udite udite, in origine quasi la metà delle case di Pompei ed Ercolano era color ocra!
Particolare di una parete in Rosso Pompeiano
Rosso Pompeiano – particolare di una parete
I ricercatori spiegano che i gas e l’incredibile calore emanati dell’eruzione hanno agito sul pigmento delle pareti rendendolo appunto rosso: in pratica il rosso pompeiano non è altro che un giallo ocra “arrostito”!
Questo mito oggi sfatato era in realtà già noto nell’antichità: già Plinio, in una sua opera, spiega che dall’ocra gialla si può ottenere quella rossa arroventando la prima nei forni. In questo modo il colore cambia perennemente. Tale tipo di tecniche erano molto note agli antichi romani, quindi non ci ha stupito scoprire che mentre alcune case son , si, diventate rosse a causa al calore dell’eruzione, molte altre lo erano già.

Dato il massiccio uso che i romani facevano di questo pigmento per affrescare le case si potrebbe pensare che non avessero idea della tossicità di tale minerale, invece…durante l’antica Roma si conoscevano benissimo le proprietà insalubri del cinabro, tanto che gli schiavi e i detenuti venivano mandati a lavorare nelle miniere di cinabro in Spagna: era praticamente una condanna a morte per i detenuti che erano costretti a vivere in contatto con questo minerale tossico. 
Particolare di una parete in Rosso Pompeiano
Rosso Pompeiano – particolare di una parete

Il rosso nel mito: 

Simbologia:
Il simbolo del colore rosso, come tutti i simboli, ha valenze sia positive che negative. Da un lato il rosso è il colore dell’amore, sia terreno che spirituale, basti pensare al Sacro Cuore di Gesù, della passione, dell’attività, delle emozioni, del sentimento, dell’espansività, della vivacità, del sangue inteso come vita, dall’altro è il colore dell’ira, della violenza, dell’aggressività, dello spargimento di sangue.  In Occidente è spesso il Diavolo ad essere rappresentato con i colori rosso e nero. D’altro canto il rosso è anche il colore delle prostitute e questo ne rappresenta il suo simbolismo più terreno legato all’amore carnale ed in effetti nell’Apocalisse, la grande prostituta è ammantata di porpora e di scarlatto. Ma lo stesso colore simboleggia l’amore celeste, la passione per Cristo ed è il colore del Sacro Cuore. Come detto ogni simbolo ha aspetti positivi e negativi. 



Nell'antichità:

Nel XVII secolo a.C. i Cretesi scoprirono l'estrazione della porpora dalle "murex" e la tramandarono ai Fenici; in Egitto era utilizzato l'henné per la tintura dei capelli, del corpo e dei tessuti fino all'avvento della porpora; gli Ebrei utilizzavano il kèrmes (dagli insetti delle bacche di quercia) e con la porpora vestivano i re; i Greci avevano kèrmes e robbia, poi subentrò la porpora negli abiti degli dèi, degli eroi perché migliori di tutti; i Romani vestivano i re di tale colore per poi estendere tale permesso e lusso anche ai magistrati ed agli alti funzionari

Il rosso porpora è assolutamente simbolo di potenza, alta dignità, ricchezza, sovranità, sontuosità, merito del suo alto costo dello splendore e della difficoltà di produzione; secondo Goethe il rosso nel suo stato scuro e concentrato conferisce impressione di gravità e dignità, mentre nel suo stato chiaro e rarefatto di clemenza e grazia. Inizialmente l'utilizzo del rosso era esclusivo dell'ambito religioso, ma col tempo si ampliò a quello civile e profano: lo troviamo negli arredi sacri (tende, porte, stipiti), nelle vesti e nei mantelli per le statue divine, negli indumenti e nei troni dei sovrani, dei sacerdoti (per la concezione teocratica dell'origine divina dei re).