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martedì 10 gennaio 2017

Step 25: Sintesi Finale

Sintesi Finale


Eccoci quindi giunti all'epilogo di questa analisi. Tutto ciò è iniziato dalla definizione del colore (step 1) in cui da profani si è venuti a conoscenza per la prima volta con il colore, in seguito si è poi approfondita la sua  traduzione (step 2) nelle più varie lingue possibili. La ricerca si è poi orientata verso una richiesta grafica, in cui sono stati spiegati i codici del colore ( step 3) nelle modalità RGB e CMYK. 
Ci si è poi spostati nell'area figurativa ed iconica del colore, andando ad analizzare la sua presenza nel mito (step 4) e nella musica ( step 5). 
Abbandonando la parte artistica del colore, lo si è osservato tramite il filtro della scienza (step 6) e della cinematografia, andando a ricercare i film del cinema (step 7) in cui era molto presente il colore in esame. Consapevoli oramai dei caratteri più importanti, si è andato a ricercare l'aspetto psicologico del colore, osservando come veniva concepito nella saggezza popolare (step 8), nell'antichità e nella religione. Un passo molto utile è stato l'abecedario (step 9), in cui, attraverso l'alfabeto, si sono andate a ricercare informazioni ovunque, nei campi di interesse più diversi tra loro. Si è ripresa in seguito una ricerca grafica, andando a identificare un emblema (step 10) in cui il colore in esame avesse il maggiore impatto cromatico. 
Andando più nel profondo del colore, si è richiesto di trovare un documento ufficiale, la fortuna è stata l'essere venuti a conoscenza del documento ( step 11) storico del libro di Nino Marino, dal titolo omonimo al colore. Le informazioni riguardanti il colore si sono poi trasferite nell'ambiente domestico, andandolo a trovare il colore nella cucina (step 12) e nei fumetti (step 13).
Tornando nel mondo della scienza, la ricerca si è rimpicciolita a livello molecolare, andando a scovare tutte le informazioni riguardo laspetto 'chimico (step 14) del colore, per poi tornare immediatamente alla grafica ed alla ricerca di un manifesto pubblicitario (step 15) in cui comparisse il nostro colore. 
Per la prima volta poi si è andato a ricercare il colore in un ambito a me caro, quello del design (Step 16), dove i grandi maestri sono riuscito un'altra volta a darmi le giuste risposte. Sempre rimanendo nell'ambito del design, si sono richiesti i progetti ed i brevetti (step 17) di un oggetto che fosse del colore in questione. Più facile è stata la ricerca nelle arti pittoriche (step 18), essendo il colore in esame uno dei più rappresentativi nel mondo dell'arte.
Un passo molto soggettivo fu quello riguardo l'anatomia del colore (step 19) in cui si è dato vita e parola al colore stesso. Vediamo poi la ricerca diramarsi tra i settori della moda (step 20) e tra i protagonisti (step 21) che hanno fatto la storia riguardo la composizione e l'ideazione del colore. 
Avendo guardato al design, non si può non guardare anche all'architettura, si è perciò cercata un opera architettonica (step 22) che si potesse identificare con il colore, giocando facile sul patrimonio architettonico della città del colore. 
Tornando ad un altro aspetto molto soggettivo del colore, si è idealizzato riguardo gli aspetti primitivi ed il pensiero selvaggio (step 23) del colore, ricavando le nozioni da un saggio di Claude Levi-Strauss. Nel penultimo passo, andare a formare un immagine adatta al colore stesso, attraverso una nuvola di tag (step 24) che ha combinato insieme efficacia grafica e di spiegazione. L'ultimo passo di questa avventura lo starete leggendo ora, spero siate stati interessati. 




Step 24: La "nuvola del colore"

La nuvola del colore 


Il colonnato di Pompei

L'oggetto che si prende in esame per oggettivare il colore in esame è il colonnato principale di Pompei, di cui segue la forma la nuvola di colore qui sopra. 
Esso oltre ad essere, in passato, affrescato interamente in Rosso Pompeiano, ne materializza l'ideale di potenza strutturale che tale rosso richiama. Il colonnato traduce anche quei valori storici e politici di cui il mio colore in esame è intriso, essendo esso un elemento architettonico molto presente nell'antica città, dai fori imperiali ai mercati popolari. Il Rosso Pompeiano è perciò questo, esso rappresenta ed è rappresentato dall'architettura della sua città.

Step 23: Un colore "selvaggio"

Un colore selvaggio 

Riguardo all'analisi che si sta per effettuare, bisogna porre come linea guida il pensiero di Claude Levi-Strauss riguardo il pensiero selvaggio. L'autore studia la metodologia con cui l'essere umano interagisce con il mondo circostante, per imparare a conoscerlo. E secondo i suoi studi, noi siamo istintivamente condizionati a collegare ad ogni parola che utilizziamo una determinata forma, un colore ed un oggetto.


Per poter parlare del carattere primitivo del colore in esame, bisogna fare un cenno riguardante la sua nascita e la sua affermazione. 
Essendo il Rosso pompeiano una variazione del rosso nata non troppo tempo fa, essa non può avere radici così insite nella simbologia umana. Il colore nacque intorno al 10-15 a.C, in un epoca in cui le fasi primordiali della storia umana si erano già esaurite.

Un collegamento ad un aspetto "selvaggio", inteso come "naturale" e "irrazionale", lo si può trovare andando a rovistare tra la storia del colore. Esso conserva con se non solo la storia di una cultura ed un popolo, ma anche la loro distruzione. 
Perciò il carattere selvaggio e primitivo che l'umanità associa  al Rosso pompeiano è sicuramente quello distruttivo dell'eruzione che ha cancellato la città in cui era così utilizzato. 

Ad oggi, per analizzare tale colore non si può non imbattersi nella storia che porta con se, in cui l'aspetto selvaggio della natura ha scritto una pagina di storia dell'umanità, rendendo il colore e la città immortali.

L'eruzione

L’eruzione del '79 si attivò dopo aver dato dei segni prodromici abbastanza evidenti.Nei dieci/quindici anni che precedettero la tragedia, la zona circostante fu colpita da diverse scosse di terremoto e sciami sismici. Tant’è vero che le pendici del Vesuvio erano del tutto diverse da come le vediamo oggi. I rilievi erano ricoperti da una vegetazione lussureggiante e le coltivazioni di viti e ulivi si arrampicavano sin quasi sulla cima.Il Vesuvio si risvegliò alle nove del mattino del 24 agosto, tuttavia l’eruzione vera e propria iniziò soltanto verso la una del pomeriggio.Dalla colonna pliniana caddero pomici in direzione di Pompei, dove nel giro di poco tempo si accumularono formando uno strato alto circa 4 metri che seppellì interamente la città.I flussi terminano intorno alle 10,30 del 25 agosto e l'acqua delle falde sotterranee si riversò sulle rocce riscaldate dal magma, provocando una successione di violente esplosioni che scuoteranno il vulcano ancora per qualche tempo.L'eruzione era durata poco più di 25 ore, durante le quali il vulcano aveva espulso quasi un miliardo di metri cubi di materiale.

approfondimento eruzione Pompei

Step 22: Il colore nell'architettura

Il colore nell'architettura 

     Villa dei Misteri

La Villa dei Misteri è una villa suburbana di epoca romana ubicata a qualche centinaio di metri fuori dalle mura nord dell'antica città di Pompei. Di carattere rustico-residenziale, venne sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C; riportata alla luce a partire dal 1909, la villa dei Misteri è uno degli edifici più visitati degli scavi di Pompei, soprattutto per la serie di affreschi del triclinio, raffiguranti riti misterici, ben conservati, da cui la struttura prende il nome.


L’odierno assetto della villa si deve agli interventi che hanno avuto luogo in seguito al terremoto del 62 d.C., quando si avviò la conversione dell’edificio da villa residenziale a complesso agricolo e produttivo. Al momento dell’eruzione del 79 d.C., erano in corso lavori di adeguamento della struttura da parte dell’ultimo proprietario.

Ciò che la collega al colore in esame è indiscutibilmente l'interno. All'interno della villa sono infatti conservati numerosissimi affreschi che, come già detto, ritraevano i riti misterici e le usanze pagane. 

In tutte le figurazioni si può chiaramente identificare il rosso pompeiano come colore principale o di sfondo, rendendolo omogeneamente distribuito sulle pareti di tutto l'interno della villa.





Va inoltre aggiunto come il colore in esame Rosso Pompeiano sia anche citato nel trattato d'architettura forse più importante nella storia. 

Esso viene infatti citato più volte, circa la sua composizione e la preparazione dell'affresco, nel De Architectura di Vitruvio.
e 

Step 21: I protagonisti

I protagonisti nel colore


             Plinio Il Vecchio 

L'importanza di Plinio Il Vecchio nella storia del colore rosso pompeiano in questione è data dalla sua descrizione riguardo alla composizione ed all'utilizzo.

Egli infatti suddivide i colori in due categorie: colores floridi e clores austeri i primi trasparenti e i secondi coprenti. I più importanti tra quelli coprenti egli afferma fossero il minio ed il cinabro, molto coprenti, che se mescolati vanno a formare il rosso intenso denominato rosso pompeiano. 
Egli oltre alla descrizione del colore in se e del suo utilizzo va a precisare riguardo le scelte da adottare per curare, rifinire e proteggere la superficie su cui esso viene applicato. 
Se possiamo perciò oggi godere del colore in esame è grazie alle cure scoperte da Plinio Il Vecchio, come la copertura superficiale di marmo e alabastro o una stesura finale di uno strato di cera.


mercoledì 14 dicembre 2016

Step 20: Il colore nella moda

Il colore nella moda



Si presenta a seguito l'abito scelto per collegarsi al colore in esame. Viene proposto un abito da dea giunonica di Jennifer Lopez, che si ripresenta sul tappeto rosso con uno spiccato richiamo alla cultura classica, un abito della collezione 2014/15 di Donna Karan color rosso pompeiano avente una scollatura molto profonda e grandi spacchi a veli molto trasparenti che permettono di vedere il body, sempre rosso, che indossa sotto la cantante.

L'abito è stato indossato ai Billboard Music Awards 2014, cucito appunto da Donna Karan, vero nome Donna Ivy Faske, è una stilista, imprenditrice e , fondatrice della casa di moda DKNY. 


Step 19: Anatomia di un colore

Anatomia di un colore


Monologo di un colore, monologo del colore Rosso Pompeiano.

Un rosso come gli altri? Non credo proprio.

Io non sono un rosso comune, non richiamo al fuoco, nè al calore e neppure alla passione. 
Io mi elevo dal grado sensibile del colore, arrivando a racchiudere un elemento di 
assoluta importanza: la storia. 

Il mio nome nasce dalla storia di un determinato popolo che tra il II e I secolo A.c ha fatto sì che il mio nome fosse riconosciuto in tutto il mondo. 
Ricordo che del mio utilizzo se ne fece abbondantemente per affrescare gli edifici pubblici, i templi, le case, tanto da esser diventato il colore rappresentante di un certo gusto architettonico, ovvero quello classico.
Racchiusi tra i miei pigmenti i servizi fondamentali degli uomini, le loro passioni ed i loro vizi. Io sono il colore che ne ha visto la nascita e la caduta. 

Sono stato temprato e variato dal Disastro vulcanico del 79 a.C che ha cancellato il popolo che rappresento, rimanendo una delle poche ma significative tracce di quel periodo. 

L'evento assunse così grande importanza che rimase legato indissolubilmente a Pompei, e di conseguenza rimase legato anche a me ed al mio nome. 




In seguito a tale evento, cambiai anche chimicamente. Il grande calore ed i gas generati dall'eruzione alterarono i miei legami chimici e alcune mie tonalità variarono significativamente: rendendo la mia storia ancora più unica. 

Dalle mie tonalità dure e intense traspare la scelta ed il gusto dell'antica civiltà Romana, in cui sono parte integrante della cultura e di tutto l'immaginario inerente alla cultura classica.

Io sono il Rosso Pompeiano.

Step 18: Il colore nelle arti pittoriche

Il colore nelle arti pittoriche

Uno dei dipinti più iconografici del Rosso Pompeiano è sicuramente l'affresco principale della Villa dei Misteri presente nelle antiche Rovine di Pompei.

Autore: Anonimo 

Titolo del quadro: Scena della catechesi

Anno di esecuzione: Presumibilmente 62 a.C

Luogo di esposizione: Villa dei Misteri, Pompei (NA)




giovedì 8 dicembre 2016

Step 17: Il colore nel Brevetto

Il colore nel brevetto

E' chiaro quanto risulti complicato trovare connessioni per il Rosso pompeiano all'interno di un mondo così tecnico come quello dei brevetti. Per riuscire nell'intento bisogna analizzare i colori con cui i prodotti brevettati sarebbero dovuti uscire dalla produzione. 
Per trovare una relazione tra il colore ed un brevetto, si è scelto il brevetto della Vespa, prodotta da Piaggio, poichè già nel brevetto si prevedeva di utilizzare colorazioni accattivanti e giovanili quali: le gradazioni di rosso, il giallo ed il verde. 


 La vespa

La Vespa è un modello di scooter della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell'ingegnere aeronautico Corradino D'Ascanio.


Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano. La Vespa è stata esposta nei musei di design, arte moderna, scienza & tecnica e trasporti di tutto il mondo .
Il 23 Aprile 1946 viene depositata presso l’Ufficio brevetti di Firenze la domanda di brevetto industriale per modello “di utilità” dal titolo “Motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica.”
La domanda è composta da disegni e dalla descrizione dello scooter, particolarmente interessante perché in essa vengono elencate le caratteristiche peculiari che per gli ingegneri della Piaggio distinguono il veicolo da tutti gli altri e per cui gli stessi intendono ottenere tutela con il brevetto. Si riferiscono a ciclistica, motore e stile.

 “Il modello riguarda una speciale forma di motocicletta alla quale si fa assumere una adatta sagoma con razionale disposizione di elementi componenti il telaio, ed aventi la funzione di pedana, parafanghi cofano e speciale riparo anteriore a forma arcuata; il tutto così conformato e combinato da far risultare coperti e protetti tutti gli organi meccanici e pratica e comoda la sistemazione del motociclista.“

Viene poi, successivamente all'avvenuto brevetto, focalizzata l'attenzione dell'industria Piaggio verso lo styling della motocicletta, andando perciò a lavorare sulle verniciature, gli smalti e le varie colorazioni. In una di queste si intravede un colore molto simile al colore in esame Rosso pompeiano, anche se non in modo ufficiale, che è applicato ad una Vespa in esposizione al MoMa di New York.

Step 16: il colore nel design

Il colore nel design

Per poter ricercare un riscontro del colore Rosso pompeiano nel design bisogna fare una attenta ricerca. Essendo una gradazione del Rosso molto particolare, non è solito trovarla in molti oggetti, in cui si preferisce per semplicità ricorrere al rosso. 
Per poter individuare la gradazione di Rosso a noi utile bisogna selezionare quegli oggetti o arredi che si evidenziano appunto tra gli altri per le loro peculiarità cromatiche, alcune  distintive della loro corrente d'appartenenza. 


Poltrona Barcelona:

La poltrona Barcelona è stata progettata appositamente per il padiglione tedesco dell’Esposizione Universale di Barcellona del 1929.

Il design di questa poltrona è il risultato della collaborazione tra il famoso architetto  Ludwig Mies van der Rohe e della sua partner di lunga data e compagna, l’architetto e designer Lilly Reich, il cui contributo è stato riconosciuto solo recentemente.
Questa poltrona è una vera e propria icona della modernità, la sedia, il suo design si ispira alla campagna e alle sedie pieghevoli che si usavano nella tradizione.
Il telaio della poltrona Barcellona è stato inizialmente progettato per essere imbullonato,ma è stato ridisegnato nel 1950, usando l’acciaio inossidabile, che ha permesso alla cornice di essere formata da un pezzo di metallo senza soluzione di continuità, conferendole un aspetto decisamente migliore.

La Barcelona è stata realizzata negli Stati Uniti e in Europa dal 1930 al 1950. Nel 1953, sei anni dopo la morte della Reich, Mies Van der Rohe cedette i suoi diritti e il suo nome sul design di questa poltrona al marchio Knoll.

Il fatto che la classica poltrona Barcelona sia difficile e costosa da produrre è il fattore principale che influenza il suo prezzo, che va dai $600,00 a più di $3.000.

Stai comunque pagando per un pezzo riconoscibile e iconico di arredamento di design.

mercoledì 30 novembre 2016

Step 15: Il colore nella pubblicità

Il  colore nella pubblicità

Il colore sotto esame Rosso pompeiano si può riscontrare nelle pubblicità del cartellonista italiano Fortunato Depero, nel suo manifesto per la Campari del 1924/1925.




E' caratteristiche dell'arte di Depero utilizzare i toni forti e decisi visti nel cartellone sotto esame. Il rosso è utilizzato in molte sue gradazioni, andando nelle tonalità dell'arancione e del giallo senza soluzioni di continuità ma con cambi netti e studiati. Il rosso assume il ruolo di colore centrale grazie alla sua assegnazione al testo, in cui si riconosce una somiglianza con il nostro colore sotto esame: Rosso Pompeiano.

Step 14: Il colore nella chimica



Il colore nella chimica


Il rosso pompeiano è un'ocra rossa di origine inorganica naturale, composto da ossidi di ferro: il cinabro da cui si ricava il mercurio.

Cinabro: Il Cinabro o cinnabrite o  cinnabarite è un minerale, appartenente alla classe dei solfuri dall'aspetto rossiccio; noto già ai Greci. Chimicamente è un'unione di zolfo e mercurio pertanto, dato il suo contenuto in mercurio, è da considerarsi minerale tossico.


Da questo minerale, tramite arrostimento e successiva condensazione, si estrae il mercurio. I più importanti giacimenti si trovano ad Almaden in Spagna (oggi i giacimenti più produttivi), in Italia nella zona del Monte Amiatta  e a Idria in Slovenia.



Proprietà chimiche del cinabro

Evapora al cannello; solubile in acido nitrico e nell'acqua regia. Scaldato in tubo chiuso volatilizza senza fondere e dà sublimato nero di HgS  per strofinamento diviene di un bel colore rosso; scaldato con carbonato di sodio o con cianuro di potassio dà sublimato di mercurio metallico nella parte fredda del tubo.


Mercurio                   
         Il mercurio è un elemento abbastanza raro in natura e si trova principalmente come solfuro HgS detto cinabro.
Ha numero atomico 80 e massa atomica 200.59 a.m.u. Ha punto di fusione pari a – 38.87 °C pertanto si presenta liquido a temperatura ambiente, mentre la sua temperatura di ebollizione è di 356.58 °C. E’ un metallo di transizione e la sua configurazione elettronica è 4f14 5d10 6s2 e presenta numero di ossidazione +1 e +2. E’ un elemento noto fin dall’antichità e veniva chiamato argento vivo. Il
mercurio è tossico ed in particolare il maggior rischio di
intossicazione acuta è legato all’inalazione dei suoi vapori.
Il mercurio è estratto per arrostimento del cinabro e successiva condensazione dei vapori secondo la reazione:
HgS + O2 → Hg + SO2

Stante la sua volatilità e tossicità deve essere tenuto in recipienti chiusi e manipolato in ambienti aerati. E’ un metallo nobile circa come l’argento e quindi non viene attaccato dagli acidi non ossidanti mentre quelli ossidanti lo trasformano in Hg22+.
Molti metalli si sciolgono nel mercurio formando amalgami; sodio, potassio, oro e rame sono tra i metalli più solubili. Alcuni amalgami sono soluzioni, altri hanno composizione ben definita come Hg2Na; alcuni sono liquidi, altri solidi.



Step 13: Il colore nel fumetto

Il colore nel fumetto


Il colore in esame è molto difficile poterlo trovare citato in vignette o sketch, data la sua particolarità storica e cromatica. Si è però trovata una storia di topolino n° 3101 in cui si vede il protagonista Topolino ed il suo amico Pippo che si accingono, in una regressione storica, ad esplorare le antiche rovine di Pompei.

Il colore in esame è molto legato a Pompei, diventando quasi un simbionte stesso della città. Risulta perciò evidente come citando la storia di uno, non si possa fare a meno di parlare dell'altro.

 Nella storia a fumetti vi è infatti un accenno al colore ed alle pitture, seppure in minima parte. 

giovedì 24 novembre 2016

Step 12: Il colore in cucina



Il colore nella cucina

Mai nessun produttore è riuscito a replicare la varietà e qualità di cibi prodotti dalla natura, così come la gamma cromatica che essa li ha attribuito.
In natura sono infatti presenti centinaia di alimenti tra frutta e verdura che si differenziano per: gamma cromatica, dimensione, sensibilità ai sensi, ecc...
Non è stato perciò troppo complicato  riuscire ad attribuire il colore in esame ad un alimento. La ricerca si è conclusa sulla Barbabietola rossa l'alimento che più si è avvicinato alla gradazione cromatica del Rosso Pompeiano.





Barbabietola rossa
La barbabietola rossa, anche detta barbabietola da orto, è una pianta erbacea annuale caratterizzata da interessanti proprietà.

Appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae ed il suo nome scientifico è Beta vulgaris. L’utilizzo a scopo alimentare di questo tipo di barbabietola risale a tempi antichissimi, tanto che se ne hanno notizie addirittura in un papiro babilonese. La barbabietola rossa è composta per circa l’87 % da acqua, 1,6 % da proteine, 0,15 % da grassi, 2,8 % da fibra alimentare, 6,8 % da zuccheri, 1 % da ceneri e da carboidrati.

I minerali presenti sono: ferro, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.

Le vitamine contenute nella barbabietola rossa sono la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, vitamina C e J.
Questi gli aminoacidi: acido aspartico e acido glutammico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.
Il caratteristico colore rosso delle radici di questa barbabietola è dovuto alla presenza di un vero e proprio colorante naturale, l’E 162, che viene utilizzato nell’industria alimentare per migliorare l’aspetto di altri alimenti.
La barbabietola rossa è ricca di zuccheri ed è per questo motivo che i diabetici devono fare attenzione al modo ed ai dosaggi in cui la consumano.

Curiosità:


Gli antichi romani pensavano che la barbabietola rossa fosse afrodisiaca. La credenza è oggi supportata dalla scienza che ha dimostrato che mangiare barbabietole stimola la produzione di ormoni sessuali.
Le foglie della barbabietola rossa si possono mangiare e cucinare come qualsiasi altra verdura del genere, sia da sole che in unione con altre.
Gli effetti benefici delle barbabietole rosse sono dati da una reazione chimica molto complessa durante la quale i nitrati in esse contenuti vengono convertiti dai batteri della nostra bocca in nitriti e, una volta nel nostro organismo, si trasformano in molecole fondamentali per il controllo della pressione sanguigna.

Step 11: Il colore in un documento

Il colore in un documento


La scelta del documento in cui poter riscontrare il mio colore è ricaduta sul libro omonimo di Nino Marino.
Il libro è intitolato "Rosso Pompeiano" non a caso, è prodotto di una ricercata analisi storica unita ad una leggera ironia. Il testo tratta infatti il tema del giallo, ma lo scenario in cui si svolgono gli eventi è ambientato nell'antica roma, più precisamente a Pompei. Il genere è perciò un Giallo storico, ed è qui che inizia l'ironia: l'autore, consapevole di come inizialmente il Rosso Pompeiano fosse in realtà un Giallo ocra, ha voluto far si che il processo si mantenesse nell'intestazione. Ecco perciò la scelta del titolo, sono ovvi poi i collegamenti con l'ambientazione e l'ubicazione dello svolgimento del libro.


Titolo:  Rosso Pompeiano

Autore: Nino Marino
Editore: Gremese Editore
Collana: Crimen
Anno di Edizione: 2012
Trama: Pompei, 79 d.C: la bellissima Emilia Prisca, figlia del notabile più ricco e potente della città, viene assassinata. Nell'inchiesta condotta da Marco Holconio, duoviro vicino alla rielezione, si ritrovano coinvolti alcuni misteriosi personaggi, tra i quali una splendida meretrice, un giovane schiavo greco, la presidentessa della corporazione dei tintori e persino Plinio il Vecchio, comandante della flotta di Miseno. Quale filo segreto li unisce? L'indagine di Holconio, impegnato nel caso più difficile della sua vita, metterà a nudo passioni e legami insospettabili della Roma imperiale, mentre il Vesuvio si prepara a seppellire con la sua forza devastante tutto quello che incontrerà sulla sua strada, purezza e corruzione, splendori e nefandezze. In questo sottile e raffinato giallo storico, il cui realismo non disdegna di attingere anche a una vena sottilmente umoristica, Nino Marino mostra appieno le proprie qualità di narratore. "Rosso pompeiano" è la rievocazione di un'epoca lontana, ma rappresenta anche il ribaltamento di un moderno poliziesco, che la dislocazione in un altro millennio rende più intenso e appassionante.

Step 10: Il colore nell'emblema

Il colore nell'emblema


Un chiaro esempio di utilizzo del colore Rosso Pompeiano all'interno di un logo commerciale, si ha sicuramente con l'associazione sportiva Roma. Il logo utilizza dichiaratamente il colore sotto esame, affiancandolo al Giallo Pompeiano (Giallo Ocra), al fine di rappresentare i colori tipici del passato romano. L'utilizzo abbondante di questi due colori per affrescare le architetture classiche, li ha resi celebri ed identificativi della cultura Romana.


 L'affermazione di questi colori nella cultura popolare ha fatto si che diverse associazioni li utilizzassero come richiami di appartenenza storica: tra cui l'A.S.ROMA.

Step 09: Abecedario

Si espone qui di seguito l'abecedario inerente al colore rosso pompeiano

-A: Affresco

-B: Bacco sul trono
-C: Cinabro
-D: Donne di Pompei 
-E: Ematite
-F: Fantozzi
-G: Giallo Ocra
-H: -
-L: Lecce
-M: Mercurio
-N: Nino Marino
-O: Ocra
-P: Palazzo Tamborino Cezzi
-Q: Quadri della galleria del Re
-R: Roma
-S: Sergio Omarini
-T: Teatro dell'allegoria
-U: Ultras Roma
-V: Villa dei Misteri 
-Z: -

giovedì 10 novembre 2016

Step 08: Il colore nella saggezza popolare

Il colore nella saggezza popolare


Rosso pompeiano nella saggezza popolare


-Il colore rosso è associato nella saggezza popolare a diversi temi: il calore, la passione, l'urgenza. 

Esso viene perciò interpretato come segnale molto importante nella comunicazione visiva, tant'è che tutte le avvertenze fondamentali vengono rappresentate in tale modo. 

Il colore richiama poi in natura diverse situazioni, da cui l'umanità ha imparato a trarre le giuste conclusioni. Un bizzarro utilizzo del colore è stato fatto quando applicato ad una bandiera. 


-Nel Medioevo infatti  la bandiera rossa veniva impiegata dagli eserciti per intimidire il nemico e voleva indicare che, in caso di vittoria, non ci sarebbe stata pietà. Veniva issata anche dalle navi di pirati prima di saccheggiare una nave. In seguito simboleggiò l’essere disposti a battersi: per esempio veniva issata su castelli e città assediate per indicare che non si sarebbero arrese. Negli anni successivi la bandiera rossa venne impiegata dai governi per indicare le emergenze o per segnalare l’imposizione della legge marziale.


       
           Nell'antichità

Rosso (pompeiano)  ha una storia poiché veniva usato nei riti funebri del neolitico come colore cerimoniale, nelle figure rupestri europee è stato usato per disegnare la rappresentazione di uomini e animali ed è ancora il colore principale dell’arte aborigena australiana.

Antichi e moderni associano il rosso al sangue e alla vita, poiché senza sangue non si vive, quando si abbandonò l’uso dei sacrifici animali per scopi religiosi, mai abbandonati in tutto il mondo ma in quello civilizzato si, il colore rosso sostituì il sangue vero diventando il colore sacro del sacrificio. Agli albori della cristianità il rosso simboleggiava lo spirito santo, la chiesa primitiva attribuiva l’azzurro al Padre e il giallo al Figlio, mentre oggi i cristiani hanno abbandonato questi colori simbolici del Dio uno e trino e l’uso sopravvive solo nei paramenti sacri di alcuni riti liturgici.

Nella religione
-Come simbolo di sacrificio dell’iconografia, il simbolismo del rosso che si sostituisce al sangue del sacrificio. La forza evocativa del rosso deriva dal suo legame con i colore del sangue e del fuoco due elementi importanti per gli uomini antichi e che, anche in noi, evocano per associazione di idee, forti sensazioni, infatti il fuoco è stato usato per scacciare gli spiriti e i demoni delle tenebre, essendo un portatore di luce e del calore della vita e nelle società primitive ogni notte si creava un cerchio di fuoco attorno agli accampamenti e un uomo vegliava per mantenere vivo il fuoco per difendersi dagli attacchi degli animali selvatici, veri demoni per quei tempi poiché la paura di venire sorpresi nel 
sonno nell’oscurità e sbranati era forte.
Inoltre esso ha permesso di cucinare i cibi portando alla sopravvivenza molte più persone in quanto i cibi cotti erano non solo più digeribili ma si conservavano più a lungo.


Nell'astrologia

-L’astrologia suggerisce un altro modo di interpretare il rosso associandolo al colore di Marte.
Il dio della guerra e governatore dei nati sotto il segno dello Scorpione e dell’Ariete cui infonde passionalità, forza e coraggio. Da questo punto di vista il rosso può essere visto come la manifestazione naturale del temperamento attivo, dell’energia necessaria alla vita, alla salute ed alla crescita verso la conoscenza.


giovedì 3 novembre 2016

Step 07: Il Colore nel cinema

Suspiria 


Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento e ispirato al romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey. E' interpretato da Jessica Harper e Stefania Casini.
Il film è di genere Horror/Fantastico, la durata è di 95 minuti.

Il film è caratterizzato dal continuo utilizzo di sfondi rossi o tendenti comunque a colori molto caldi. La scelta di tali colori come sfondo è giustificata dal clima di tensione che le scene dovevano ricreare nell'osservatore.
Dal rosso dello sfondo e delle luci, si passa poi ad accentuare e scurire la gradazione attraverso le riprese di interni. Essi, di color simile al rosso/porpora, vengono ripetuti e scelti in modo da abbinarsi perfettamente alla scena per cui devono essere usati.
Nel film si vede anche un chiaro esempio di Rosso Pompeiano, utilizzato giustamente sulle pareti interni di un edificio che richiama l'architettura Romana. L'impostazione dell'interno dell'edificio, attraverso l'uso del Rosso Pompeiano, riesce egregiamente a  svolgere il compito di circondare di aura classicheggiante una scena violenta e cruda
.