Il colore nella moda
L'abito è stato indossato ai Billboard Music Awards 2014, cucito appunto da Donna Karan, vero nome Donna Ivy Faske, è una stilista, imprenditrice e , fondatrice della casa di moda DKNY.
Il mio nome nasce dalla storia di un determinato popolo che tra il II e I secolo A.c ha fatto sì che il mio nome fosse riconosciuto in tutto il mondo.
Uno dei dipinti più iconografici del Rosso Pompeiano è sicuramente l'affresco principale della Villa dei Misteri presente nelle antiche Rovine di Pompei.
E' chiaro quanto risulti complicato trovare connessioni per il Rosso pompeiano all'interno di un mondo così tecnico come quello dei brevetti. Per riuscire nell'intento bisogna analizzare i colori con cui i prodotti brevettati sarebbero dovuti uscire dalla produzione. 
Per poter individuare la gradazione di Rosso a noi utile bisogna selezionare quegli oggetti o arredi che si evidenziano appunto tra gli altri per le loro peculiarità cromatiche, alcune distintive della loro corrente d'appartenenza. 
Il rosso pompeiano è un'ocra rossa di origine inorganica naturale, composto da ossidi di ferro: il cinabro da cui si ricava il mercurio.
Il colore in esame è molto difficile poterlo trovare citato in vignette o sketch, data la sua particolarità storica e cromatica. Si è però trovata una storia di topolino n° 3101 in cui si vede il protagonista Topolino ed il suo amico Pippo che si accingono, in una regressione storica, ad esplorare le antiche rovine di Pompei.
In natura sono infatti presenti centinaia di alimenti tra frutta e verdura che si differenziano per: gamma cromatica, dimensione, sensibilità ai sensi, ecc...
La scelta del documento in cui poter riscontrare il mio colore è ricaduta sul libro omonimo di Nino Marino.
Il film è caratterizzato dal continuo utilizzo di sfondi rossi o tendenti comunque a colori molto caldi. La scelta di tali colori come sfondo è giustificata dal clima di tensione che le scene dovevano ricreare nell'osservatore. 

Su Marte, essendo molto più piccolo, la pressione fu nettamente inferiore e quindi si arrivò soltanto ad una temperatura di circa 2.200 gradi, non sufficiente a scomporre del tutto l’ossido. Quindi sulla superficie marziana rimase una più elevata presenza di ossido di ferro che si aggira intorno al 18 per cento, sufficiente ha dare il caratteristico colore al pianeta rosso.